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VITA SOCIALE

Il livello di integrazione sociale delle persone con disabilità può essere individuato attraverso la valutazione del grado di partecipazione attiva acquisita nella vita quotidiana.

Una misura del coinvolgimento diretto della persone con disabilità in alcune attività della vita quotidiana viene fornita dall'utilizzo che la persona con disabilità e senza disabilità fa di alcuni servizi presenti sul territorio come: uffici anagrafici, ASL, uffici postali, banche. 

Solo il 30,3% delle persone con disabilità di 14 anni e più si è servito, negli ultimi 12 mesi, di un ufficio anagrafico per certificati, documenti o altro, contro il 46,2% delle persone senza disabilità; le differenze rimangono significative anche per quanto riguarda il recarsi all'ufficio postale (51,8% dei disabili di 14 anni e più contro il 71,0% dei non disabili di 14 anni e più) ed in banca (il 34,3% dei disabili di 14 anni e più contro il 59,3% dei non disabili sempre di 14 anni e più).

La situazione è leggermente capovolta nel momento in cui si considera l'essersi recato in un'ASL per prenotare una visita, un'analisi o per pratiche amministrative. In questo caso, infatti, la percentuale di persone con disabilità di 14 anni e più che si è recato presso un'ASL è ovviamente superiore rispetto alla percentuale calcolata sulle persone con disabilità, rispettivamente 51,5% contro il 44,8%. L'ovvietà è data dal fatto che o per motivi di certificazione dell'handicap o per necessità più frequenti di monitoraggio del proprio stato di salute la persona con disabilità entra più facilmente e frequentemente in contatto con l'azienda sanitaria locale di appartenenza.

Il grado di partecipazione di una persona alla vita sociale, può essere misurato anche attraverso la frequenza con la quale si aggiorna sulla situazione socio economica e politica della società in cui vive.

Le persone con disabilità sembrano informarsi meno rispetto a quelle senza disabilità; tale differenza tende ad aumentare in modo proporzionale all'età, aumento forse dovuto ad una minore scolarizzazione delle persone con disabilità nelle fasce di età più anziane. La differenza tra le persone che leggono un quotidiano almeno una volta a settimana tra le persone con o senza disabilità è del 17,6% a favore delle persone senza disabilità nella fascia di età 18-44 anni e del 19,6% sempre a favore delle persone senza disabilità nelle fasce di età più anziane (65 anni e più). 

Importante per l'integrazione sociale è anche la pratica di attività sportive sia a livello agonistico che amatoriale. Per quanto riguarda la pratica sportiva agonistica, si nota come il numero dei tesserati alla Federazione Italiana Sport Disabili aumenta del 20,4% tra il 1989 ed il 1997. 

Le fonti dei dati sono:

(vai direttamente all'area Vita sociale )

 

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