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Per poter valutare, in modo corretto, la condizione familiare in cui vivono le persone, bisogna tenere conto, oltre che della presenza della disabilità, anche del sesso e dell'età. Gli uomini con disabilità trovano più difficoltà delle donne a modificare il loro stato civile, soprattutto quando sono giovani: l’85,2% degli uomini con disabilità tra i 15-44 anni è celibe, contro il 75,5% delle donne con disabilità che è nubile; tale valore nella fascia di età 45-64 anni scende per gli uomini con disabilità al 23,9% e per le donne con disabilità al 18,8%. Oltre i 65 anni, si verifica un’inversione, gli uomini celibi presentano una percentuale inferiore rispetto alle donne nubili, rispettivamente il 7,5% e il 9,5%. Una sensibile differenza si registra tra coloro che dichiarano di essere coniugati. Nella fascia di età 15-44 anni è sposato il 23,6% delle donne con disabilità contro il 13,3% degli uomini con disabilità. Nella fascia di età successiva, 45-64 anni, gli uomini con disabilità coniugati guadagnano un leggero vantaggio sulle donne (il 71,2% contro il 63,3%) il quale diventa molto consistente oltre i 65 anni, gli uomini con disabilità coniugati sono il 70,6% rispetto al 24,9% delle donne. Le giovani donne con disabilità accedono più facilmente degli uomini allo stato di coniugato, ma da anziane scontano la loro sopravvivenza al coniuge. L’evento separazione e divorzio è leggermente più diffuso tra le donne di 45-64 anni, in particolare se sono persone con disabilità: il 3,4% delle donne con disabilità tra i 45-64 anni si separa o divorzia contro il 3,1% degli uomini; tra le persone senza disabilità tali valori sono il 3,7% per le donne e il 3,1% per gli uomini. Considerando lo stato di vedovanza, si evidenzia una maggiore propensione delle donne a rimanere sole con il passare degli anni, a causa della perdita del coniuge. Seppur le donne vedove siano comunque più numerose rispetto agli uomini, la distanza aumenta se si tiene conto anche della presenza di disabilità. Il 14,5% delle donne con disabilità tra 45-64 anni è vedovo contro l’1,8% degli uomini; oltre i 65 anni le differenze diventano maggiori, il 65% delle donne con disabilità sono vedove mentre la percentuale di vedovi è del 21,3%. Il 36,9% delle donne con disabilità vive da solo contro l’13,2% degli uomini. Questo dato si spiega considerando che ben il 48,4% delle donne con disabilità della fascia di età 75 anni e più vive sola, contro il 18,4% degli uomini con disabilità. Si tratta quindi di donne anziane che, con l’avanzare dell’età, sono maggiormente esposte al rischio di affrontare un più lungo periodo di solitudine. Questo è ulteriormente confermato dalla bassa percentuale di donne anziane con disabilità che vivono in coppia senza figli, pari al 14,2% contro il 50,3% degli uomini, i quali beneficiano del fatto che le donne vivono più a lungo, sopravvivendo alla coppia. Inoltre le donne con disabilità che appartengono ad una famiglia come membro aggregato sono il 11,1% mentre gli uomini sono l'8,0%, segno che le donne spesso sopravvissute al coniuge si uniscono ad un nucleo familiare a loro vicino. La fonte dei dati è:
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