| TURISMO
ACCESSIBILE
Principali risultati dell'indagine ENEA-Ministero dell'Industria-Iter sul turismo accessibile
Per
turismo accessibile si intende l’insieme di servizi e strutture in
grado di permettere a persone con esigenze speciali la fruizione della
vacanza e del tempo libero senza ostacoli e difficoltà. Le persone
con esigenze speciali possono essere gli anziani, le persone con disabilità e le
persone con esigenze dietetiche o con problemi di allergie che
necessitano di particolari comodità ed agevolazioni per la pratica
del viaggiare. La definizione di turista si basa su un’ampia
categoria di persone e considera tutti coloro che dichiarano di aver
effettuato almeno un viaggio durante l’ultimo anno. I
contenuti dell’indagine
I dati su cui si basa questo lavoro
sono tratti dalla ricerca realizzata, nel periodo 31 maggio - 2 luglio
1999, dalla società Iter su commissione dell’ENEA nell’ambito del
progetto STARe “Studio sulla domanda di turismo accessibile”.
Questa indagine è inserita nel progetto “Italia per Tutti” voluto
dal Ministero dell’Industria (Direzione Generale del Turismo) e
realizzato dall’ENEA, come strumento per la promozione delle vacanze
per i "turisti con esigenze speciali". I risultati completi
dell’indagine sono sul sito dell’ENEA (http://212.239.44.66/imprenditoria.htm). Segue, ora, una descrizione delle
caratteristiche demografiche e sociali dei turisti con esigenze
speciali. È bene evidenziare immediatamente che queste persone non
coincidono perfettamente con i turisti con disabilità, in quanto una fetta
ben più larga di quella delle persone con disabilità è portatrice di esigenze
speciali e, viceversa, una persona con disabilità può non manifestare
esigenze specifiche. (torna su) Nel 1999 sono state circa 31 milioni
le persone che hanno effettuato almeno un viaggio all’anno, il 54,6%
del totale degli Italiani. Di costoro, il 2,9%, pari a 889.330
persone, è costituito da persone che esprimono esigenze speciali. Se
si vuole estendere l’analisi ai turisti che, pur non manifestando
esigenze speciali, rientrano in una fascia di età più elevata (65
anni e più) e che si presuppone scelgano, nella maggioranza dei casi,
dei viaggi con particolari caratteristiche, l’analisi si estende ad
altri 2.140.785 turisti, pari al 6,9% dei turisti che non
esprimono esigenze speciali. Notevole è anche il numero di Italiani
che non viaggiano: nel 1999 sono stati quasi 26 milioni di
persone, il 45,4% degli Italiani. Ci si può chiedere il perché
queste persone non viaggino, se si tratta di cause permanenti o
temporanee e se, e a quali condizioni, sarebbero disposti a viaggiare.
Oggetto del nostro interesse sono le caratteristiche di coloro che non
viaggiano per problemi di salute o di età elevata (14,1%
di coloro che non viaggiano) e, in particolar modo, coloro che pur
manifestando questi problemi in modo permanente si sono dichiarati
disposti a viaggiare nel caso in cui venissero rimosse le motivazioni
che impedivano il viaggio (1,9% di coloro che non viaggiano). Tabella
1 - Chi viaggia e chi non viaggia in Italia (1999) Le donne, turiste con esigenze
speciali, viaggiano più degli uomini, contrariamente a quanto accade
per la totalità dei turisti. Infatti, tra le persone con esigenze
speciali prevalgono le donne, appartenenti alle classi di età più
elevate, e che, come emerge dai dati, non rinunciano a viaggiare. Grafico 1 -
Distribuzione percentuale di tutti i turisti e di quelli con esigenze
speciali, per sesso(1999)
A che età si
viaggia di più? La quota di turisti
con esigenze speciali con un'età superiore ai 65
anni (22,8%) è tre volte maggiore di quella del totale dei
turisti appartenenti alla stessa classe di età (7,5%), mentre fino ai
14 anni la quota di ragazzi che viaggiano tra i portatori di esigenze
speciali ed il totale dei turisti è piuttosto simile (rispettivamente
il 18,7% e il 17,2%). Questa caratteristica distribuzione per età dei
turisti con esigenze speciali è fortemente influenzata dalla
struttura per età di tutte le persone con esigenze speciali, nelle
quali gli anziani rappresentano il gruppo più numeroso. Tabella 2 - Distribuzione percentuale per età dei turisti e del totale dei turisti (1999)
Un’altra
caratteristica che emerge, come interessante oggetto di studio, è il
tipo di attività lavorativa svolta dai turisti con esigenze speciali,
che mostra come ben il 33,6% di essi lavori come impiegato,
insegnante, contro il 28,1% del totale dei turisti e che solo
il 5,9% sia imprenditore, libero professionista o dirigente
rispetto ad una quota doppia tra tutti coloro che viaggiano. Si riesce a questo punto a delineare un profilo delle caratteristiche socio-demografiche del turista con esigenze speciali che è prevalentemente donna, con un’età medio-alta e con un profilo professionale da lavoratore dipendente. Bisogna comunque considerare che questo profilo è fortemente influenzato dalle caratteristiche socio-demografiche delle persone con esigenze speciali, indipendentemente dal fatto che viaggino o meno. (torna su) Quali esigenze e quali difficoltà nel viaggiare? Uno dei primi risultati confortanti della ricerca è la considerazione che "l’emergere di un’esigenza non sempre si scontra con un ostacolo", ossia in molti casi il turista con esigenze speciali si rivolge a quelle strutture e a quei servizi in grado di supportarlo al meglio in relazione alle proprie necessità. Con la premessa che ben l’84% dei turisti con esigenze speciali manifesta una sola necessità, il 10% ne ha almeno due e poco più del 5% almeno tre, un’analisi dettagliata delle necessità dichiarate dai turisti con esigenze speciali mostra una graduatoria di esigenze espresse [1] :
Tabella 3 - Tipo di esigenza dei turisti con esigenze speciali (1999)
Dall’indagine emerge che chi dichiara di avere esigenze particolari non necessariamente ha incontrato ostacoli e difficoltà. Infatti, tra coloro che hanno particolari esigenze dietetiche, le esigenze maggiormente espresse, solo il 19% lamenta difficoltà nel reperire "vitto dietetico", oppure tra coloro che hanno espresso il bisogno di ambienti anallergici o ipoallergici solo il 16% ha trovato difficoltà nel reperire "luoghi asettici". Nel complesso le difficoltà che emergono come le più rilevanti sono:
Il confronto tra chi dichiara di avere "esigenze speciali" e chi lamenta "difficoltà e ostacoli nel viaggiare" porta a ritenere che i turisti con maggiori difficoltà nel viaggiare siano, in gran parte, turisti disabili. Sono queste, infatti, le persone che necessitano maggiormente di strutture e di personale sanitario, di mezzi di trasporto e di servizi accessibili. (torna su) L’indagine ENEA-Iter permette di fornire alcuni dati anche su quei turisti anziani che, pur non rientrando nell’insieme dei turisti che hanno dichiarato di avere delle specifiche esigenze, presentano delle caratteristiche peculiari sulle quali sembra opportuno fermarsi a riflettere. Si tratta, con riferimento all’anno 1999, di un insieme di 2milioni e 140mila viaggiatori con più di 64 anni di età ovvero il 6,9% di tutti i viaggiatori. Le informazioni raccolte permettono di costruire un profilo del turista “over 64” secondo alcune caratteristiche sia di tipo sociale che economico. Si tratta di una categoria di turisti nel quale non prevale né il sesso maschile né quello femminile, per i quali la professione prevalente è quella di casalinga e risiedono prevalentemente nel Nord Italia. (torna su) A quali condizioni si viaggerebbe: "la domanda turistica potenziale"Parliamo ora di coloro che non
viaggiano, ma che lo farebbero, a condizioni specifiche. Si tratta di
circa 490mila persone, l’1,9% dei più di 25milioni di Italiani che,
nel 1999, hanno dichiarato di non viaggiare. Innanzitutto è bene
capire i motivi che determinano la non propensione al viaggio, infatti
dai dati emerge che il 61,1% (298.709 persone) dichiara di avere un
"motivo di salute grave" mentre il restante 38,9% (189.890
persone) non viaggia per una generica "difficoltà a
spostarsi/viaggiare".
L’indagine ha permesso di approfondire il fenomeno della domanda di turismo inespressa, cercando di individuare a quali condizioni i “turisti potenziali” viaggerebbero. Oltre il 61% dei turisti potenziali indica come requisito minimo per viaggiare la "necessità di avere un accompagnamento"; il 25% richiederebbe la "disponibilità di assistenza medica"; il 7% necessiterebbe di vedere "superate le barriere architettoniche" nelle strutture e nei servizi. Questo gruppo di persone è quello che manifesta le esigenze maggiori per viaggiare e rappresenta, molto probabilmente, le persone disabili. Grafico 2 - Specifiche condizioni alle quali un “turista potenziale” viaggerebbe (1999)
1. Ogni turista poteva esprimere più di un’esigenza particolare (torna su) |
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