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Indagine: Condzione di salute e ricorso ai servizi sanitari 
Descrizione dell'indagine

L’indagine "Condizione di salute e ricorso ai servizi sanitari" è un 'indagine campionaria che viene svolta periodicamente con una cadenza di circa cinque anni. Detta indagine si configura come un fondamentale strumento di osservazione delle condizioni di salute della popolazione. Essa consente di avere informazioni sulle condizioni di salute della popolazione, sulla presenza di malattie croniche, sulla disabilità, sul consumo di farmaci, sull’utilizzo del tempo libero, sul consumo di tabacco, su gravidanza ed allattamento, sul ricorso ai servizi sanitari per tipologia degli stessi e sulla disabilità, sull’abitazione della famiglia e sulle reti di aiuto ricevuti dalla famiglia.

Definizione di disabilità utilizzata

Sono considerate persone con disabilità coloro che, escludendo le condizioni riferite a limitazioni temporanee, hanno dichiarato di non essere in grado nello svolgere le abituali funzioni quotidiane, pur tenendo conto dell’eventuale ausilio di apparecchi sanitari (protesi, bastoni, occhiali, ecc.). Le funzioni essenziali della vita quotidiana comprendono: le Attività della Vita Quotidiana (autonomia nel camminare, nel salire le scale, nel chinarsi, nel coricarsi, nel sedersi, vestirsi, lavarsi, fare il bagno, mangiare), il confinamento a letto, su una sedia (non a rotelle), in casa, e le difficoltà sensoriali (sentire, vedere, parlare)

Valore informativo per lo studio della disabilità

L’indagine costituisce attualmente l’unica fonte di dati organizzata, informatizzata ed uniforme a livello territoriale che sia capace di fornire un quadro abbastanza completo, sebbene non esaustivo, sulle persone disabili. Per rilevare il fenomeno della disabilità l'Istat fa riferimento ad una batteria di quesiti, predisposti da un gruppo di lavoro dell'Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sulla base della classificazione ICIDH dell'OMS, che consente di studiare specifiche dimensioni della disabilità: la dimensione fisica, riferibile alle funzioni della mobilità e della locomozione, che nelle situazioni di gravi limitazioni si configura come confinamento; la sfera di autonomia nelle funzioni quotidiane che si riferisce alle attività di cura della persona; la dimensione della comunicazione che riguarda le funzioni della vista, dell'udito e della parola.
Tutte le difficoltà vanno valutate in presenza di protesi o ausili.
Questa indagine rappresenta l’unica fonte di dati che permette di avere una stratificazione del fenomeno disabilità per gravità ed allo stesso tempo permette di avere una descrizione a livello socio-strutturale degli individui con un quadro patologico complesso; è, inoltre, un’indagine che fornisce un panorama completo sul mondo della disabilità, fornendo informazioni non solo di tipo strutturale, ma anche sociale, di impatto sul sistema sanitario, sul contesto familiare in cui vive il soggetto disabile, e sul suo tempo libero.

Unità di rilevazione /analisi

Unità di rilevazione: Famiglia di fatto Unità di analisi: Individui e Famiglie di fatto.

Periodicità

Quinquennale

Responsabile

ISTAT

Tipo di indagine

Campionaria

Dimensione dell'indagine

Nell'indagine del 1999-2000, a cui fanno riferimento i dati, le famiglie intervistate sono state 52.300 per un totale di circa 140.000 individui.

Dettaglio territoriale disponibile

comunale

Dettaglio territoriale pubblicato

(e affidabile a livello di stima campionaria): regionale e per tipo di comune.
La disaggregazione per tipo di comune scelta è:
· Comune centro dell’area metropolitana;
· Comune limitrofo al centro dell’area metropolitana;
· Comuni fino a 2.000 abitanti;
· Comuni da 2.001 a 10.000 abitanti;
· Comuni da 10.001 a 50.000 abitanti;
· Comuni da 50.001 abitanti e più.

Qualità dei dati

L’indagine sulla salute consente una quantificazione delle persone disabili, di 6 anni o più, presso le famiglie, mediante l’utilizzo della batteria predisposta dall'Ocse. Detto ciò, sono evidenti i limiti nella quantificazione del numero dei disabili.
In primo luogo, non sono rilevate le disabilità nei bambini con meno di 6 anni. Ciò non è possibile perché lo strumento utilizzato, la scala ADL, non si presta pienamente; potrebbero infatti esserci delle distorsioni in quesiti come la capacità di fare il bagno o di vestirsi, del tutto indipendenti dalla presenza di disabilità.
Un secondo aspetto da rilevare è che, data la tecnica di rilevazione, sono sempre state escluse dall’indagine tutte le persone che vivono stabilmente in istituti (case di riposo per anziani, disabili o altro tipo di convivenza collettiva). È ragionevole supporre che questa popolazione, non osservata, abbia delle caratteristiche, anche in relazione alla presenza di invalidità, sensibilmente diverse da quelle della restante popolazione che vive in famiglie, e non può dunque essere trascurata. Questo problema troverà soluzione nella rilevazione dei presidi socio-assistenziali.
Infine, un ultimo aspetto che è bene tenere presente è relativo alla quantificazione dei disabili mentali. La disabilità mentale è un argomento estremamente delicato e difficile da trattare, e ad essa sarà dedicato uno spazio particolare nel progetto. È plausibile che l’attuale indagine sulla salute non rilevi in maniera esaustiva la disabilità mentale, per due ordini di motivi:
1) Lo strumento di misurazione utilizzato è basato sulle capacità della persona di espletare delle attività fisiche e sensoriali, e non mentali. Di conseguenza non fornisce informazioni dirette sulle capacità mentali.
2) Lo strumento di rilevazione è l’intervista diretta presso le famiglie. Tale approccio porta talvolta le persone a non dichiarare alcune malattie, come ad esempio i tumori o, appunto, le malattie mentali, soprattutto quando a soffrirne sono persone dalle quali la società si attende un’elevata produttività, ovvero i giovani adulti. Anche per i bambini si registra però una tendenza, quanto mai comprensibile, da parte dei genitori a non dichiarare la patologia mentale.
L’indagine sulla salute rappresenta perciò una fonte importantissima per lo studio della disabilità, ma non può essere ritenuta esaustiva. È necessaria l’integrazione con altre fonti per lo studio di problematiche particolari.

Variabili rilevate

Dati strutturali: sesso, età, stato civile, titolo di studio, condizione professionale;
Variabili sociali: lavoro in passato, attività lavorativa svolta, numero di anni nelle professione, posizione nella professione, ramo di attività economica, fonte di reddito, cittadinanza, provincia di residenza, luogo di nascita;
Variabili sanitarie: utilizzo di servizi sanitari (ospedale, servizi sanitari di base, medico di base, centri di igiene mentale, pronto soccorso, day hospital, riabilitazione, assistenza domiciliare, altri servizi), ricorso ad accertamenti diagnostici e visite specialistiche, costo e tipo di struttura utilizzata, uso di apparecchi sanitari, assenza da scuola o dal lavoro per motivi sanitari, consumo di farmaci;
Variabili epidemiologiche: stato di salute percepito, malattie acute, limitazioni di attività dovute a malattia, malattie croniche diagnosticate e non, terapie, insorgenza ultimi 12 mesi, presenza di invalidità anno di insorgenza e causa, riduzione di autonomia e bisogno di aiuto, disabilità nelle attività quotidiane e nelle attività funzionali ADL/IADL (Instrumental Activities of Daily Life);
Variabili territoriali: luogo di residenza, tipo di comune di residenza;
Variabili di contesto: numero di componenti la famiglia di fatto, relazione di parentela, caratteristiche dell’abitazione, principali problemi riguardanti l'abitazione, servizi privati alla famiglia, reti informali di aiuto, risorse economiche della famiglia;
Variabili sugli stili di vita: attività sportiva e intensità, intensità lavoro domestico, intensità lavoro extradomestico, peso, statura, dieta, controllo del peso e regime dietetico, allattamento al seno, assistenza in gravidanza, prevenzione in gravidanza, problemi della gravidanza, modalità di parto, struttura e assistenza per il parto, problemi legati al parto, ricorso a agopuntura omeopatia fitoterapia chiropratica, benefici medicina alternativa, motivo del ricorso a forme di medicina alternativa, il medico di base è a conoscenza del ricorso a forme alternative di cura, vaccinazioni non obbligatorie, controllo glicemia colesterolo pressione sanguigna, mammografia, pap-test, osteoporosi, abitudine al fumo, tempo libero e relazioni con familiari e amici non conviventi, tempo libero, tutela assicurativa

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