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Per poter valutare, in modo corretto, la condizione familiare in cui vivono le persone, bisogna tenere conto, oltre che della presenza della disabilità, anche del sesso e dell'età. Gli uomini con disabilità trovano più difficoltà delle donne a modificare il loro stato civile, soprattutto quando sono giovani: l’81,2% degli uomini con disabilità tra i 15-44 anni è celibe, contro il 68,7% delle donne con disabilità che è nubile; tale valore nella fascia di età 45-64 anni scende per gli uomini con disabilità al 27,7% e per le donne con disabilità al 19,7%. Oltre i 65 anni, si verifica un’inversione, gli uomini celibi sono il 6,7% e le donne nubili il 8,8%. (Tavola 2) Una sensibile differenza si registra tra coloro che dichiarano di essere coniugati. Nella fascia di età 15-44 anni il 27,2% delle donne con disabilità rispetto al 16,9% degli uomini con disabilità. Nella fascia di età successiva, 45-64 anni, la percentuale di uomini con disabilità coniugati raggiungono quella delle donne (il 62,6% contro il 62,9%) e oltre i 65 anni, gli uomini con disabilità coniugati sono il 71,7% rispetto al 23,4% delle donne. Le giovani donne con disabilità accedono più facilmente degli uomini allo stato di coniugato, ma da anziane scontano la loro sopravvivenza al coniuge. (Tavola 2) Tra le persone con disabilità l’evento separazione e divorzio è leggermente più diffuso tra gli uomini di 45-64 anni: il 5,8% degli uomini con disabilità tra i 45-64 anni si separa o divorzia contro il 5,1% delle donne; tra le persone senza disabilità tali valori sono il 5,0% per gli uomini e il 6,0% per le donne. (Tavola 2) Considerando lo stato di vedovanza, si comprende come le donne rimangano sole con il passare degli anni, subendo la perdita del coniuge. Seppur le donne vedove siano comunque più numerose rispetto agli uomini, la distanza aumenta se si tiene conto anche della presenza di disabilità. Il 12,3% delle donne con disabilità tra 45-64 anni è vedovo contro l’3,8% degli uomini; oltre i 65 anni le differenze diventano maggiori, il 67,0% delle donne con disabilità sono vedove mentre la percentuale di vedovi è del 20,7%. (Tavola 2) Il 40,5% delle donne con disabilità vive da solo contro il 15,1% degli uomini. Questo dato si spiega considerando che ben il 50,1% delle donne con disabilità della fascia di età 75 anni e più vive sola, contro il 20,5% degli uomini con disabilità. Si tratta quindi di donne anziane che, con l’avanzare dell’età, sono maggiormente esposte al rischio di affrontare un più lungo periodo di solitudine. Questo è ulteriormente confermato dalla bassa percentuale di donne anziane con disabilità che vivono in coppia senza figli, pari al 14,6% contro il 56,0% degli uomini, i quali beneficiano del fatto che le donne vivono più a lungo, sopravvivendo alla coppia. Inoltre le donne con disabilità di 75 anni e più che appartengono ad una famiglia come membro aggregato sono il 14,5% mentre gli uomini sono il 3,9%, segno che le donne spesso sopravvissute al coniuge si uniscono ad un nucleo familiare a loro vicino. (Tavola 3)
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